E la Juve annullò Calciopoli e si scoprì che fu tutto frutto di un complotto Interista

Posted on ottobre 29, 2007. Filed under: Attualità, MalagutiMania, Napoli, News in Italia | Tag:, , , , , , |

Dopo la squalifica di Marcelo Zalayeta tramite prova Tv ormai abbiamo avuto la conferma che l’Inter non vincerà lo scudetto perchè e ritornata la Juve!

Infatti adesso non risulta più una coincidenza che l’Inter abbia vinto lo scudetto mentre la Juventus era stata spedita in serie B, adesso è un fatto certo come è certo che l’Inter non vincerà lo scudetto 2007/08 perchè quando la Juve piange battuta 3-1 dal Napoli allora intervengono poteri sportivi che mai vengono usati/applicati per altre squadre.

Ecco cosa dichiarava Collina in occasione di due partite recentemente rubate dalla Juventus

7/10/2007 – COLLINA AMMETTE…SONO DEI LADRI…

(da La Stampa) Collina spiega che «il regolamento del calcio ha delle regole molto sintetiche ma soprattutto sulle più importanti compare la terminologia “a giudizio dell’arbitro”: è chiaro che quando deve decidere in base all’interpretazione gli viene data una grossa discrezionalità. Se questa venisse limitata il suo compito sarebbe più facile: basti pensare alla chiara occasione da gol o alla volontarietà del fallo di mano che è un processo alle intenzioni. Lo stesso fuorigioco non è semplice» e ultimamente è stato motivo di polemiche.

Collina ritorna su due episodi-chiave delle ultime giornate. Il gol di Trezeguet nel derby Juve-Torino «era da annullare perchè nella interprertazione data il colpo testa di Dellafiore è considerato come una giocata, lui va alla ricerca del pallone e guardandolo lo ha colpito per toglierlo a Del Piero. Ma il problema è che l’arbitro deve decidere in una frazione di secondo se il gesto tecnico è da considerare una giocata o una semplice deviazione, i limiti sono molto sottili e non tutto è ben definito in termini di chiarezza. Esistono migliaia di situazioni con diverse sfumature».

Collina torna anche sul gol di Iaquinta in Fiorentina-Juventus, e ribadisce che «il regolamento è molto chiaro: un giocatore interferisce con l’avversario se in maniera chiara ostruisce la sua visuale. In quel caso la presenza di Trezeguet era molto a ridosso di Frey e la rete andava annullata. Ho anche detto dopo che la persona che poteva togliere ogni dubbio circa una decisione che andava comunque presa sul campo era il portiere. Non è un invito ai giocatori per protestare sul campo, io ho detto “chiediamolo a Frey e lui ci dirà”. L’arbitro non cambia idea per la protesta di un giocatore, altrimenti dovremmo dubitare di lui».

Ecco la sentenza che infligge due turni di squalifica a Marcelo Zalayeta per non aver calpestato il suo Ex compano di squadra Buffon

Il Giudice Sportivo,
Preso atto della rituale e tempestiva segnalazione ex art. 35 1.3) CGS del Procuratore Federale,
pervenuta via fax alle ore 10.59 odierne, circa la condotta tenuta al 23° del secondo tempo dal
calciatore Zalayeta Marcelo (Soc. Napoli);
acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky), di piena garanzia tecnica e
documentale;
osserva:
le immagini televisive documentano che, nelle circostanze in causa, lo Zalayeta, palla al piede,
entrava in velocità, tallonato dal calciatore Le Grottaglie, nell’area di rigore juventina ove, giunto
all’altezza del dischetto, veniva affrontato dal portiere avversario in uscita.
Il calciatore napoletano, ad una distanza di un metro circa dal Buffon, toccava con il piede sinistro
il pallone, deviandone in avanti la traiettoria e, contestualmente, effettuava un “tuffo con
rotazione”, ricadendo a terra, di schiena, oltre il corpo del portiere avversario, gettatosi
trasversalmente al suolo, dal quale non veniva in alcun modo toccato.
L’Arbitro, da una posizione non ottimale, sanzionava con l’assegnazione di un calcio di rigore
l’intervento del portiere, che veniva ammonito.
E’ di tutta evidenza che la caduta dello Zalayeta non sia stata determinata dall’azione di alcun
calciatore avversario, nè da parte di Le Grottaglie, affiancatosi allo Zalayeta senza incidere in
alcun modo sul suo procedere, né tanto meno da parte del Buffon, “sorvolato” dall’avversario
senza alcun contatto fisico.
E’ parimenti evidente che l’erronea assegnazione del calcio di rigore sia scaturita dalla condotta
dello Zalayeta che, disinteressandosi della diversa direzione impressa al pallone, proseguiva
senza alcuna esitazione o deviazione, effettuando, con gesto innaturale, una plateale “caduta in
avanti”, compatibile soltanto con l’intento di trarre in inganno il Direttore di gara.
Ed è palese che lo Zalayeta, con il comportamento tenuto dopo il fischio arbitrale, nulla fece, in
violazione di elementari principi di lealtà e probità sportiva
, per evitare l’assegnazione di un
calcio di rigore che, più di ogni altro, sapeva essere ingiusto, sgombrando in tal modo il campo da
ogni residuale ipotesi alternativa rispetto ad una simulazione che aveva conseguito l’effetto
voluto.
Ne consegue l’ammissibilità ex art. 35, n. 1.3 CGS della proposta prova televisiva e la
sanzionabilità ex art. 19 comma 4 lett. a) della palese simulazione addebitabile allo Zalayeta.

P.Q.M.

delibera, a seguito della segnalazione del Procuratore Federale, di infliggere al calciatore
Zalayeta Marcelo (Soc. Napoli) la sanzione della squalifica per due giornate effettive di gara.

Calciopoli TO BE CONTINUED…..

23/10/2007 – CALCIOPOLI CANCELLATA!

(da calciomercato.com) . Un anno e mezzo dopo Calciopoli, la nuova Federcalcio ha richiamato in servizio permanente giudici ed inquirenti dell’epoca incriminata. Poltrone per tutti in Figc che, attraverso le nomine orchestrate dal presidente del Tar del Lazio Pasquale De Lise (vecchio amico di Carraro), in due giorni ha riaperto le porte a sette ‘dinosauri’ che hanno gestito le inchieste del calcio poi finito sotto accusa nelle procure di Roma e Napoli: Italo Pappa, Piero Sandulli, Mario Sanino, Mario Serio, Salvatore Catalano, Silvio Traversa e Claudio Marchitiello. In pratica è tornata tutta la vecchia Corte Federale, che nel luglio 2006 graziò Carraro. E’ l’ultimo schiaffo a Guido Rossi ed alla speranza di una vera riforma nel mondo del calcio. In questo modo De Lise ha dato un grosso aiuto all’amico Carraro che, nel suo ruolo di alto dirigente Uefa, oggi ritrova uomini a lui vicini in luoghi chiave della ‘nuova’ Federcalcio.

E osano parlare di lealtà sportiva LORO…LORO…

From www.antijuve.com

http://blog.libero.it/Antijuve/

http://controjuve.blogspot.com/

http://www.sciamano.com/indexjuventopoli.htm

I SOLITI (ANTI) NAPOLETANI

 

TUTTA L’ITALIA SA’ CHE LA JUVENTUS RUBA LE PARTITE E I CAMPIONATI DA SEMPRE !!! AHHHH E DICIAMOLO PURE …. MI SO’ LIBERATO FINALMENTE

 


Clicca qui!

UPDATE – Zalayeta punito ma c’è un filmato che lo scagiona

30/10/2007 FONTE il Mattino

VITTORIO RAIO Alla rabbia per la squalifica si aggiunge l’indignazione per il clamoroso errore del giudice sportivo: ieri sera, nel corso della trasmissione «Number Two», in onda su Telenapoli Canale 34, sono state trasmesse nuove immagini dell’azione contastata, quella del rigore concesso a Zalayeta che ha fatto scatenare le polemiche. In quei fotogrammi si vede, chiaramente, una trattenuta di Legrottaglie ai danni del giocatore azzurro nel corso dell’azione. La trattenuta potrebbe aver costretto Zalayeta a puntare i piedi per terra, nel tentativo di liberarsi, e quei movimenti potrebbero aver causato il «tuffo» sopra Buffon. Quelle immagini in pratica «scagionano» Zalayeta dall’accusa di essere un simulatore, ma la società, anche alla luce di questa novità, ha deciso di non opporre reclamo alla decisione del giudice sportivo. Il direttore generale Pierpaolo Marino, intervenuto in diretta durante la trasmissione, ha confermato la volontà di attenersi alla sentenza senza nemmeno provare a ribellarsi. Zalayeta, ieri ha continuato a spiegare: «Mi sono buttato solo per evitare di entrare in contatto con Buffon. Non volevo colpirlo, non volevo assolutamente fargli del male». Zalayeta, persona assai riservata, dai rigidi princípi morali, mai si sarebbe aspettato di dover pagare per qualcosa che non solo non ha fatto, ma che è fuori dal suo modo di vivere, di agire. Leggere che «lo Zalayeta, con il comportamento tenuto dopo il fischio arbitrale (calcio di rigore, ndr), nulla fece, in violazione di elementari princìpi di lealtà e probità sportiva», gli ha dato grandissimo fastidio. Zalayeta ha parlato a lungo con il presidente De Laurentiis, con il dg Marino, con il suo manager. Non se l’aspettava il Napoli, la squalifica di due giornate (nonostante il can can mediatico), non se l’aspettava soprattutto Zalayeta, che in occasione del rigore è stato strattonato da Legrottaglie prima dell’uscita di Buffon. Il fallo dello juventino che ha tirato per la maglia l’attaccante del Napoli è stato evidenziato chiaramente dalle immagini televisive trasmesse da Telenapoli-Canale 34 ieri sera nel programma «Number Two». Il provvedimento dunque è ritenuto ingiusto. Il club e l’attaccante hanno riflettuto a lungo se presentare o meno reclamo. Hanno contattato anche l’avvocato Mattia Grassani. Poi, la decisione di rilasciare una breve dichiarazione. «Il Napoli e Marcelo Zalayeta, letto quanto scritto dal giudice sportivo, hanno deciso in piena sintonia tra loro di non procedere alla presentazione del ricorso avverso la squalifica di due giornate pur non condividendo la sanzione e le motivazioni della stessa, ma rispettando, nel contempo, la decisione assunta dall’organo di giustizia», si legge nel comunicato diffuso in serata dalla società. Il club e l’attaccante uruguaiano hanno così motivato la loro scelta: «È stata finalizzata ad evitare inutili e dannose strumentalizzazioni dell’episodio». Zalayeta è comunque «convinto di aver rispettato in questa occasione, come nel corso dell’intera carriera, i princìpi fondamentali di lealtà, correttezza, probità, di fair play che sono alla base del gioco del calcio». Zalayeta, che è uomo di poche parole, ha vissuto uno dei giorni più brutti della sua carriera. Essere squalificato per simulazione rappresenta un colpo terribile per chi vive all’insegna dell’educazione, del rispetto degli altri, di chi, gli altri, è abituato ad aiutarli. A Zalayeta va l’affetto della gente di Napoli che crede nella sua buona fede. «Confermo di non aver messo in atto alcun tentativo per trarre in inganno il direttore di gara simulando il fallo», osserva l’attaccante che in questo campionato ha realizzato quattro reti e che si è sempre comportato correttamente. «Voglio precisare di aver voluto esclusivamente evitare un pericoloso scontro di gioco con il mio ex compagno di squadra Buffon», la replica garbata che è in linea con il modo di vivere dell’uruguaiano che, ovviamente, non ha gradito quanto è stato detto sul suo conto. E non solo dal giudice sportivo.

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Una Risposta to “E la Juve annullò Calciopoli e si scoprì che fu tutto frutto di un complotto Interista”

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ma dai….non diciamo fesserie..se ti trattengono cadi indietro e non in avanti facendo un tuffo!!
si cercano scuse solo perche è successo alla Juve…io non contesto il risultato, il napoli ha vinto e basta.solo che bisogna dire que questo non è rigore!ciao


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