Archive for luglio 2007

Il tramonto di un polo informatico

Posted on luglio 24, 2007. Filed under: Attualità, Hitech, Italia, Software |

E qui si parla della mia città, dove molti miei concittadini verranno precarizzati o profumatamente pagati come consulenti esterni….a loro il diritto di replica in questo caso!

Roma – Il sistema informativo di Bpu Banca nasce da una scelta coraggiosa effettuata 20 anni fa all’interno di Banca Popolare di Bergamo. La scelta, lungimirante ed illuminata per l’epoca, era orientata all’adozione di standard tecnologici open, allora emergenti, che avrebbero garantito elevata qualità di servizio, bassi costi ed indipendenza dai venditori.

Quello che 20 anni fa era partito come un sogno, un’utopia, all’interno di un laboratorio, con pochi mezzi e un piccolo gruppo di persone altamente specializzate in tecnologie informatiche, nel corso degli anni è cresciuto, si è consolidato ed è ora un’importante realtà che fa funzionare il settimo gruppo bancario italiano.

BPU acquisiva nel corso degli anni un enorme valore culturale dovuto allo sviluppo e alla gestione delle applicazioni con tecnologie che sono oggi di riferimento per il mercato informatico mondiale.

Oggi BPU possiede un sistema informativo con oltre 10.000 postazioni Linux e con la capacità di evolvere autonomamente e di integrare altre piattaforme. L’esperienza e la professionalità di 300 informatici che lavorano sul sistema sono vanto di una realtà che tutto il mondo guarda con molto interesse, a dimostrazione di come le tecnologie open possano supportare anche il business di grandi aziende (1200 filiali, 14mila dipendenti) con elevati livelli di servizio e costi estremamente competitivi.

La fusione del gruppo BPU con Banca Lombarda ha portato i vertici aziendali a scegliere, in controtendenza rispetto ai trend di mercato, il sistema di Banca Lombarda, che ripropone un’architettura tradizionale la cui gestione è principalmente affidata a società esterne.

Si perderà così un polo informatico nel quale lavorano persone con una professionalità altissima, un valore per il territorio Bergamasco e per l’intero mercato IT. Il sistema informativo di BPU verrà smantellato nel giro di un anno, mettendo la parola FINE su una realtà unica nel suo genere.

Con lo smantellamento del sistema informativo di BPU, Bergamo avrà perso l’opportunità di avere un centro di conoscenza, tecnologia e professionalità sul territorio, completamente italiano e con progetti all’avanguardia.

Si perderà con esso anche un importante canale che si era aperto direttamente tra Scuola e mondo del lavoro. Infatti BPU ha un suo laboratorio all’Istituto Tecnico “P. Paleocapa”, attraverso il quale i ragazzi delle classi quarte e quinte possono fare esperienza sul sistema ed avere l’opportunità di accedere a stage in BPU, per arrivare una volta diplomati ad un completo inserimento con eventuali assunzioni all’interno dell’azienda. FONTE

Giordano Alborghetti

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“Senato: Selva ritira dimissioni, lo vuole la gente” uso e abuso del potere politico

Posted on luglio 24, 2007. Filed under: Italia, Politica |

La notizia è di una settimana fà, e riguarda quell'”Onorevole” che si è fatto trasportare da un’ambulanza presso gli studi dell’emittente LA7.
Secondo me una cosa del genere può solo essere delporevole, ma invito i sostenitori di Selva a spiegarci i motivi di un’accanimento serrato concentrato sulla sua permanenza in parlamento….
Secondo me, dovrebbe andarsene a casa e STOP!
Secondo VOI?

ROMA – “Me lo chiedono i cittadini, quindi ritiro le mie dimissioni”. Gustavo Selva ci ripensa e, davanti all’aula del Senato che doveva votarle, ritira le dimissioni presentate dopo essersi fatto trasportare in ambulanza fino agli studi de La7 nel giorno della visita a Roma del presidente americano George Bush. In aula, Selva ha presentato una versione dei fatti ben diversa da quella data durante la diretta tv, dove si era vantato di aver raggiunto gli studi televisivi con “un trucco da vecchio giornalista”, cioé fingendo un malore. Ma le cose, dice oggi Selva, quel sabato 9 giugno, andarono in tutt’altro modo: “Ho cercato un taxi per mezz’ora. Invano, il blocco era ferreo. Le concitate telefonate mi hanno provocato fibrillazioni cardiache per cui sono stato fatto accomodare e soccorso nell’ambulanza di servizio a Palazzo Chigi. Mi sono ristabilito: la presidenza del Consiglio mi ha proposto una macchina, ma è stato invece deciso, con il responsabile dell’ambulanza, la soluzione di non mettere in moto un meccanismo ancora più complicato e di portarmi con il mezzo in cui mi trovavo, in via Novaro”.

Selva ha detto di aver presentato le sue dimissioni in seguito alla dura reprimenda ricevuta dal ministro della Sanità Livia Turco, che aveva bollato il suo comportamento come “indegno”. La sua marcia indietro è stata presentata con motivazioni politiche: “Il pensiero che un voto in meno del centrodestra possa concedere un giorno in più al governo Prodi, travolge ogni altra ragione che mi spingerebbe alle dimissioni”. In più, Selva ha detto di aver ricevuto il sostegno di molti cittadini ed elettori per e-mail, al telefono e di persona. “Tutti mi chiedono di restare”. In circa mezz’ora di arringa, Selva si è difeso presentandosi come politico integerrimo, “estraneo a fatti giudiziari di corruzione, concussione, furto, tangenti, malversazioni, aggiotaggio, bancarotta, associazione mafiosa, spaccio e consumo di cocaina’”. Elenco malizioso, che comprende reati per i quali sono finiti sotto inchiesta diversi parlamentari nel corso degli anni. Il senatore di An ha ripercorso la sua lunga carriera di giornalista e politico anticomunista e ha inquadrato l’affaire dell’ambulanza con l’ostilità della sinistra nei suoi confronti. “E’ vero che in questa città un’altra ambulanza ha fatto storia – ha detto citando l’arresto di Mussolini nel ’43 – ma mi auguro di non fare la fine dell’ospite di allora”.

La decisone di Selva ha provocato dure critiche nel centrosinistra. Rina Gagliardi, senatrice di Rifondazione Comunista, ha detto che l’aula è stata chiamata ad assistere “a uno spettacolo indegno e patetico”. Mentre il diessino Andrea Ranieri ha sostenuto che Selva dovrebbe vergognarsi: “Ha compiuto un doppio abuso: prima dell’ambulanza, poi dell’aula”.  (Fonte ANSA)

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Un sms per salvare i cani abbandonati

Posted on luglio 24, 2007. Filed under: Buone notizie, Cultura, Curiosità, Generale, Good Websites, I nostri amici, Iniziative, Internet, MalagutiMania, News in Italia, Novità, Società, Telefonia, Utilità |

 

“Io l’ho visto!”. Una campagna contro l’abbandono degli animali è stata lanciata dal sito prontofido.net in collaborazione con la polizia stradale, la società Autogrill, “Radio 105” e “Radio Montecarlo”. L’iniziativa inviata a segnalare un cane abbandonato sulla rete autostradale, per farlo basterà comporre un sms ed inviarlo al numero 334.105.10.30.

Ogni anno, secondo le stime ufficiali, vengono abbandonati circa 150 mila “amici a quattro zampe” e molti di loro finiscono, impauriti e feriti, lungo le strade e autostrade con grave rischio per la loro vita e l’incolumità di chi viaggia.  Oggi, grazie a questa iniziativa, la segnalazione verrà fatta pervenire ai Centri operativi della polizia stradale che invieranno le proprie pattuglie e anche i servizi veterinari della Asl per le prime cure e il recupero dell’animale.
Il servizio è attivo da oggi fino alla fine di agosto ed è esteso alla sola rete autostradale.

All’iniziativa hanno aderito molti volti dello sport, dello spettacolo e delle organizzazioni ambientaliste da Maurizio Costanzo a Licia Colò, da Fulco Pratesi a Jarno Trulli, da Paola Saluzzi a Lella Costa.

Ovviamente la polizia stradale e “prontofido” raccomandano di raggiungere la prima area di servizio prima di inviare l’sms o di chiedere all’eventuale compagno di viaggio di inviarlo per voi. Nel caso si notasse un cane abbandonato o in pericolo è necessario non impegnare le corsie di emergenza o le piazzole di sosta ma effettuare la segnalazione in condizioni di sicurezza, a veicolo fermo, in un’area di sosta o di servizio.

ATTIVO SOLO IN AUTOSTRADA!
Se viaggi in autostrada e vedi un animale abbandonato fermati alla prima area di sosta ed invia un sms al numero 334 1051030
Il tuo sms sarà pubblicato sul nostro sito e da qui inoltrato alla sede più vicina della Polizia Stradale che attiverà le necessarie operazioni di emergenza ed interesserà le strutture preposte al recupero del cane.
Ricordati di specificare la località e la provincia; la direzione di marcia e l’ora dell’avvistamento.
Più dettagli saranno inviati e più facile sarà intervenire.
Sul nostro sito e presso gli oltre 70 ristoranti Ciao e i 17 Fidopark (aree esterne gratuite dedicate agli animali) di Autogrill lungo le autostrade d’Italia trovi tutte le informazioni per salvare un animale abbandonato.
IO L’HO VISTO” è sostenuto da molti personaggi famosi che potrai ascoltare su Radiomontecarlo e Radio 105.
Per ulteriori approfondimenti di “IO L’HO VISTOclicca qui.

Se non sei in autostrada e vedi un animale abbandonato non inviare sms a IO L’HO VISTO! La Polizia Stradale opera solo in autostrada. Telefona subito ai Vigili del Comune di competenza oppure ai Carabinieri al 112. La legge 281 obbliga ogni comune a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione.

Leggi tutti gli avvistamenti

Fonte

e se fosse accaduto a te?

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Guarda chi scalcia! Il sito che ti mostra tuo figlio durante la gravidanza

Posted on luglio 21, 2007. Filed under: Cultura, Curiosità, Generale, Good Websites, Internet, MalagutiMania, Novità, Scienza |

E’ incredibile quello che riesce a dare il Web! Infatti stavolta vi segnalo un sito molto particolare.

www.3dpregnancy.com Su questo sito si può controllare visivamente, in modo tridimensionale lo sviluppo di un feto, dalla fase embrionale sino al giorno in cui stà per nascere.

A chi serve questo sito? Di sicuro a coloro che stanno per avere un figlio e che vorrebbero sapere che grandezza peso e faccia ha il bimbo che si muove nella pancia della mamma e poterlo seguire settimana per settimana avendo informazioni utili.

Facciamo un esempio :

alla 7° settimana il bimbo è così

é circa 1 Cm per 2 grammi di peso e stà sviluppando le braccia e le gambe

Fico vero? 😀


 Clicca qui!

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A Mare per conoscere l’Europa – Vacanza Alternativa

Posted on luglio 20, 2007. Filed under: Ambiente, Arte, Attualità, Buone notizie, Cultura, Curiosità, Ecologia, Generale, I nostri amici, Internet, Istituzioni, Italia, MalagutiMania, News in Italia, Novità, Salute, Società |

Vi segnaliamo un’iniziativa di un gruppo di studenti che portano avanti una serie di progetti i quali mirano ad uno scambio culurale tra giovani per far sviluppare il senso di “Cittadinanza Europea”.

Attraverso la definizione del divertimento formativo (che ricorda il metodo Montessori) organizzano viaggi ed eventi finalizzati alla conoscenza approfondita delle problematiche legate all’Europa, cercando di coinvolgere le istituzioni.

Il tutto si svolge nella stupenda Città di Reggio Calabria e l’iscrizione ed il soggiorno vi costerà 149€ per 5 giorni!

La quota di partecipazione, da versare al momento del tuo ingresso nel residence, sarà di 149 Euro ed includerà:

  •  l’alloggio,

  • le visite guidate indicate nel programma, 

  • i biglietti dei mezzi di trasporto,

  • gli ingressi nei musei ed alle eventuali mostre,

  • i buffet previsti dal programma

Inoltre tra tutti i partecipanti, che prenderanno parte assiduamente alle conferenze, ne saranno scelti alcuni che vinceranno altrettanti biglietti di andata e ritorno per Bruxelles, città cuore dell’Unione Europea !

Per le iscrizioni basta mandare un’ email a unitaly@hotmail.com

Questo è il loro sito di riferimento www.unitaly.net , dove potrete trovere i dettagli di ogni cosa come i programmi, le escursioni ecc ecc… anche le foto degli anni passati.

Mentre cliccando qui potrete scaricare la Brochure informativa

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La scomunica della UE, retaggio del lustro berlusconiano….

Posted on luglio 19, 2007. Filed under: Istituzioni, Italia, Società |

E ci voleva la UE per capire che quella legge favoriva le maggiori emittenti TV italiane?
Roba da matti…e poi parlano di democrazia e libero mercato, ma sono convinto che almeno un’altro milione di leggine del genere si possono trovare nello statuto DEMOCRATICO italiano…

Tutte le polemiche che hanno accompagnato l’iter della Legge Gasparri, che ne hanno contraddistinto l’approvazione e che si sono periodicamente riaccese dopo la sua entrata in vigore, nelle scorse ore hanno trovato un climax risolutivo nella scomunica ufficiale delle autorità europee. La UE non digerisce quella normativa che trova discriminatoria e controproducente per il mercato televisivo proprio negli anni in cui si appresta, faticosamente, a transitare al digitale.

Il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, lo stesso funzionario che si è adoperato per bocciare i fondi per i decoder del DTT, ha proposto e ottenuto dalla Commissione Europea che venisse dato all’Italia un ultimatum di due mesi. Questo il tempo che il Belpaese ha per risolvere i problemi di mercato e il caos delle frequenze rilevati da Bruxelles. Se ciò non avverrà, la Commissione potrebbe deferire l’Italia alla Corte di Giustizia europea, aprendo un nuovo contenzioso, che si porrebbe in cima ad una lunga lista di procedimenti in vari settori della vita economica che caratterizzano da anni i rapporti tra Roma e Bruxelles.

In particolare, a destare preoccupazione sono quelle norme della Legge Gasparri che secondo Bruxelles favoriscono le imprese della tv analogica a scapito della libertà di concorrenza: in altre parole quella legge, secondo Kroes, dà agli oligarchi della televisione tradizionale un potere di gestione e interdizione nel mercato digitale che, se non verrà risolto, si tradurrà in minori opportunità per le imprese e in un crollo delle possibilità di scelta dei consumatori. Per dirla con Kroes: “La situazione che conosce attualmente la televisione analogica, in cui solo alcuni operatori possono essere in concorrenza sul mercato dei servizi di radiodiffusione, rischia di riprodursi con la televisione digitale terrestre, il che lascerebbe i consumatori italiani di fronte a una scelta limitata”. Collegato a tutto questo è il nodo delle frequenze, il vero campo di gioco su cui si muovono gli attori del grande scontro televisivo e che deciderà il futuro assetto dell’industria di settore.

La bocciatura europea dei punti focali della Legge Gasparri rappresenta tutto meno che una sorpresa: un anno fa, grazie all’azione di Altroconsumo la Commissione aveva già messo in mora l’Italia su questi stessi nodi. Ieri, quindi, Bruxelles ha usato termini espliciti: “Se l’Italia non prenderà le misure necessarie a conformarsi al parere motivato entro due mesi dal suo ricevimento, la Commissione potrà decidere di portare l’Italia di fronte alla Corte di Giustizia europea”. Una procedura ovvia, se si pensa che da un anno a questa parte Roma non ha risposto alla messa in mora.

Kroes&C. non dimenticano peraltro che all’attenzione del Parlamento italiano c’è la cosiddetta Legge Gentiloni, studiata per risolvere questi nodi, ma avvertono tutte le difficoltà che sta incontrando nel suo iter. Una legge, dice la Commissione, che può modificare la leggi vigenti ma che “ancora non è stata adottata”.

Una dichiarazione che naturalmente ha spinto lo stesso Gentiloni, ieri, a definire “sacrosanto” l’intervento della UE visto che “la Legge Gasparri è incompatibile con l’ordinamento europeo”. Secondo il Ministro, il DDL proposto dal suo Ministero “cancella la Gasparri e re-introduce i principi fondamentali di pluralismo e concorrenza. Ora mi aspetto una decisa accelerazione del suo iter come ci chiede esplicitamente l’Europa”. Accelerazione che non è scontata: ieri pomeriggio Tajani di Forza Italia ha accusato Gentiloni di tentare di sfruttare l’Europa per far passare un provvedimento sbagliato.

Fonte

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Caso Peppermint, STOP da parte del tribunale!

Posted on luglio 19, 2007. Filed under: Buone notizie, Internet, Italia, P2P & Filesharing, P2P research |

Finalmente buone notizie dal fronte, leggete qui: 

La cavalcata antiP2P dei detentori del diritto d’autore contro migliaia di utenti italiani ha subìto un primo e forse decisivo stop. Il Tribunale di Roma ha infatti respinto i ricorsi che l’ormai celeberrima Peppermint, insieme a Techland, entrambi clienti Logistep, avevano presentato per cercare di farsi consegnare i nomi di utenti italiani dei sistemi di sharing, come già accaduto in passato.

Ne dà notizia Adiconsum, che da tempo segue la vicenda, spiegando che il proprio centro giuridico ha appreso della pubblicazione di due ordinanze dei magistrati Paolo Costa e Antonella Izzo del Tribunale di Roma con le quali “hanno rigettato i ricorsi presentanti congiuntamente e disgiuntamente dalle Società Peppermint e Techland, rispettivamente nei confronti della Wind e della Telecom”.

Le ordinanze, che non incidono su quanto già accaduto nei casi precedenti, rappresentano il primo significativo stop alle controverse procedure con cui Peppermint/Logistep e Techland/Logistep hanno monitorato le reti di sharing per individuare IP dei computer degli utenti di cui chiedere poi i nominativi ai provider. Una richiesta che ora, per la prima volta, si arresta in tribunale.

Secondo i giudici, spiega l’Associazione dei consumatori, confermando quanto anticipato da SantaPepper.com, le istanze con cui le due aziende clienti Logistep chiedevano quei nominativi sono infondate. Secondo Adiconsum, che parla di spionaggio telematico riferendosi alle operazioni di monitoraggio delle reti di sharing, quanto accaduto è strettamente legato alle normative sulla privacy.

È noto, peraltro, che nelle scorse settimane sul fronte dei 3636 utenti Telecom individuati da Logistep era sceso in campo proprio il Garante per la privacy, desideroso di comprendere se le misure messe in atto dai detentori dei diritti d’autore fossero compatibili con le normative italiane.

Adiconsum avverte che la guerra non è vinta e che i procedimenti in ballo sono ancora numerosi. Già oggi si attendono ulteriori decisioni su altre istanze di Peppermint, rivolte questa volta a Tiscali e Wind. Tutti procedimenti nei quali Adiconsum intende intervenire per sollevare questione di illegittimità costituzionale dell’art. 156 della legge sul diritto d’autore, quell’articolo che si pone in conflitto con la tutela della privacy, sostenendo che “qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali indizi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l’esibizione oppure che richieda le informazioni alla controparte. Può ottenere, che il giudice ordini alla controparte di fornire elementi per l’identificazione dei soggetti implicati nella produzione e distribuzione dei prodotti che costituiscono violazione dei diritti di cui alla presente legge”.

Una battaglia nella battaglia, quella sull’articolo 156, che interessa da vicino non solo i consumatori ma anche gli operatori telefonici, ai quali peraltro la stessa Adiconsum fa appello affinché resistano “con ogni mezzo alle richieste giudiziarie” di Peppermint&C. Fino a questo momento, infatti, l’atteggiamento degli operatori viene considerato morbido nei confronti delle richieste provenienti dai detentori dei diritti.

Ma per chi sostiene il diritto degli utenti oggi è una giornata di vittoria e lo ha sottolineato Fiorello Cortiana della Consulta sulla governance di Internet, che in una nota sottolinea come “il pronunciamento della magistratura italiana che inibisce Peppermint e chiunque altro dall’attuare il monitoraggio in rete è importante perché segna un principio giurisprudenziale: la rete di Internet non è la terra di nessuno dove ognuno si fa giustizia da sé, anche in rete valgono i diritti di cittadinanza e anche in rete tocca alla magistratura e alle forze dell’ordine mettere in atto inchieste nel rispetto della legge”.

Secondo Cortiana “quello che si stava configurando come uno spamming estorsivo trova una robusta interruzione. Sarebbe stupido dire che ha vinto la pirateria, piuttosto hanno vinto il diritto e le garanzie previste dalla legge per tutti i cittadini, famosi o meno che siano. Ora occorre non esitare oltre per cambiare la Legge Urbani affinché i modelli di business prendano corpo nel rispetto della natura di condivisione della rete come impresa cognitiva collettiva”.

Fonte

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Vuoi andare a mare?Accomodati per il parcheggio sono 8 Euro grazie!

Posted on luglio 17, 2007. Filed under: Attualità, Generale, Internet, Istituzioni, Italia, MalagutiMania |

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Ragazzi io credo che non ci sia molto da aggiungere, ormai il sistema è allo sbando se per parcheggiare la macchina devo pagare 8€!!

E’ talmente la rabbia che le parole non servono, e il sentimento diviene uno solo “Lo Schifo”.

Ovviamente io non ho pagato questi 8€ (avrei preferito tornare a casa), ma l’ho trovato in auto di un mio amico e l’ho preso per mostrarvelo.

A questo punto chi offre di più? Avete pagato ancora di più degli 8€ che chiede il Comune di Gaeta(manco fosse un’isola della Grecia o Capri)?  

Segnalatecelo per email malagutimania@gmail.com oppure rispondete qui sul Blog

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Cosa succede quando finisce lo spazio della Gmail?

Posted on luglio 12, 2007. Filed under: Curiosità, Gmail, Google, Internet |

La Gmail ad oggi è arrivata a ben 2875MB. Da quando ho aperto questa casella di posta la mia vita su internet è cambiata.

Nel senso che il mio utilizzo di internet è cambiato. Grazie alla facilità con cui è possibile consultare e mandare email on-line, la comunicazione su internet diventa più rapida.

All’inizio la mail era legata al provider, percui dovevi  prima andare sulla pagina del tuo provide, che era sempre un portalone enorme che impiegava ed impiega ancora parecchio tempo prima di caricarsi, perchè pieno di pubblicità, video ecc ecc… adesso leggere la mail e spedirene una con la Gmail è cosa quasi istantanea.

Ecco che quindi giorno dopo giorno, nonostante che le mail cancellate nella Gmail vengano eliminate automaticamente dopo 30gg sono arrivato a riempire del tutto la mia casella di posta, eccovi un’immagine

(clicca sull’immagine per ingrandire)

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Come potete notare lo spazio è evidenziato in rosso e mancano ancora 9MB al raggiungimento dello spazio totale disponibile.

A questo punto la vostra casella sarà disonibile alla consultazione e potrete continuare a ricevere email, ma (almeno a me così è successo) non ve le farà spedire.

Ecco cosa mi scriveva la Gmail quando cercavo di mandare una mail semplice, con solo testo.

(clicca sull’immagine per ingrandire)

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In pratica è finito lo spazio a nostra disposizione.

Così sono andato nel cestino ed ho eliminato in modo permanente tutte le email che c’erano, recuperando parecchi mega e adesso la mia Gmail respira un pò 😀 


 Clicca qui!

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Italia.it, il Governo nasconde le carte

Posted on luglio 11, 2007. Filed under: Internet, Italia, Politica |

Ci risiamo!
Ecco l’ennesima porta sbattuta in faccia da parte del governo, e badate bene scrivo “governo” e non “Governo”, perché un’istituzione pubblica che non dimostra trasparenza e sincerità verso i suoi sostenitori non è degna di essere ritenuta tale a fronte di un’episodio del genere!
Se avessi saputo per tempo che lo stato aveva 45.000.000 € delle nostre tasse da spendere in un sito Internet mi sarei fatto assumere dalla società che lo ha sviluppato, almeno sarei riuscito a comprare la casa da un bel pezzo, e avrei avuto anche il tempo di dipingerla, visto che un sito del genere l’avrei potuto sviluppare con l’aiuto di un grafico in meno di un mese….
Ma il nostro governo, che non è ignorante in materia, ha pensato bene di metterci degli anni e di spendere suddetta somma, E PER DI PIU’ NON VUOLE DARCI SPIEGAZIONI!
L’articolo che segue, riportato da P.I., racconta l’ultima svolta della vicenda, e sancisce un chiaro verdetto su quello che è la trasparenza del governo verso i suoi cittadini…

L’ondata di indignazione che ha accolto lo sbarco online del portale del turismo Italia.it e la successiva mobilitazione non sono state sufficienti per spingere il Governo a dar seguito alle numerose richieste di trasparenza. Il desiderio di conoscere in profondità e in dettaglio la genesi del criticatissimo portale, sostanziatosi in una lettera aperta sottoscritta da migliaia di utenti, è stato frustrato per due volte, l’ultima nelle scorse ore, ed ha il sapore di una sentenza definitiva.

Scandalo Italiano, il sito che da lungo tempo raccoglie materiali, critiche e suggerimenti attorno al portale del Turismo, ha pubblicato poche ore fa la lettera con cui la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi ha negato che in questo caso sussista un diritto alla trasparenza.

Come si può leggere nella lettera trasmessa al blog dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie la richiesta è stata respinta in quanto:

“la giurisprudenza maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall’art. 22 L. 241/90, non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti”.

“La posizione legittimante l’accesso è costituita da una posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004, n.127),posizione sostanziale non individuabile nell’aggregazione spontanea “Scandaloitaliano”, dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa.”

Uscendo dal burocratese, i firmatari di quella lettera aperta non costituiscono, secondo la Commissione, un soggetto giuridico che possa esercitare il diritto all’accesso ai documenti su Italia.it. Un’affermazione che, com’è ovvio, scatena nei promotori di questo processo di trasparenza ulteriore indignazione.

Proprio Scandalo Italiano sintetizza così quanto accaduto:

“Domanda: Caro governo, tu hai preso 45 (+9 +2,1=56,1) milioni di euro dalle tasche della comunità per fare un sito web. Noi 1500 membri di codesta comunità, che in buona misura proprio di web, IT e multimedia ci occupiamo, abbiamo visto la cifra pazzesca, abbiamo visto il sito, l’abbiamo trovato di qualità vergognosa, abbiamo visto che ci hai messo tre anni di lavoro a farlo, e dunque ti chiediamo di sapere con esattezza come hai impiegato quel denaro. Ce lo puoi dire per favore?
Risposta: No. Non sono cazzi vostri”.

Che tirasse un’aria anti-glasnost nel Palazzo si era intuito nelle scorse settimane, quando era pervenuta al Governo la richiesta di Scandalo Italiano. In quell’occasione, anziché optare per l’apertura di un dibattito pubblico ampio, informato e condiviso, il ministero per la Funzione pubblica aveva preferito un approccio low profile, sostenendo che era appunto la Commissione a dover decidere. Ora la decisione è arrivata.

Per chi vorrebbe poter capire meglio cosa sia avvenuto col portale del Turismo, l’ultima speranza, a questo punto, parrebbe essere la richiesta di documenti formalizzata a giugno dall’associazione dei consumatori Generazione Attiva, che riprendeva i contenuti della lettera aperta di Scandalo Italiano.

Paolo De Andreis

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