Archive for giugno 2007

Le vittime dell’Iphone [Video]

Posted on giugno 30, 2007. Filed under: Attualità, Blogroll, Generale, Hardware, Hitech, Internet, MP3 Players, Novità, Società, Video |

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Mentre vedevo questo video, ho pensato “questi sono delle vittime”.

Si sono vittime della pubblicità delle TV, del Web, ormai nessuno sà quanto tempo fà è partita la caccia all’iPhone, forse con la guerra in IraQ!

Di sicuro sono anni che su internet si cercavano notizie, dettagli foto è successo di tutto….ogni cosa ha contribuito a fare pubblicità gratuita a questo oggetto, si oggetto perchè alla fine è un oggetto.

Io sono il primo patito e malato su questa terra di gadgets elettronici, lettori mp3 e tutto ciò che è novità (tranne dei Nokia,li detesto) ma non mi sarei mai fatto una fila per giorni e giorni fuori un negozio per spendere 600 e passa $ per poi farne che cosa?

Lo porti a casa ci smanetti e poi?Dai è un esagerazione, siete daccordo?

Uno addirittura dice nel video che è li per prenderlo alla sua ragazza…e l’intervistatrice gli dice anche..beh adesso dopo che gli porterai l’iPhone ti sposerà di sicuro!!! hahaah poverino…anzi adesso che ci penso è vittima due volte, la seconda a causa della ragazza 😉


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Il nuovo partito di Beppe Grillo potrà essere una valida alternativa?

Posted on giugno 28, 2007. Filed under: Attualità, Buone notizie, Cultura, Generale, Internet, Ironia, Italia, MalagutiMania, News in Italia, Novità, Società, Video |

Lo ha definito una via di mezzo tra il D-day dello sbarco in Normandia e V come vendetta, per fare appello e ottenere libertà di voto e informazione in Italia: Beppe Grillo, ancora una volta provocatorio, propone infatti per il prossimo 8 settembre il Vaffa….Day.

Il comico genovese, in visita ieri al Parlamento europeo, ha raccontato di stare organizzando una manifestazione in ogni città d’Italia, come spiega sul suo blog http://www.beppegrillo.it, su cui aveva nei giorni scorsi annunciato l’iniziativa.

E al parlamento Ue ha raccontato che il “Parlamento italiano contiene un numero di individui giudicati in primo e secondo grado, una settantina, e 25 condannati in via definitiva, da far impallidire Al Capone e Don Corleone insieme”.

Ha poi sparato a zero sulla legge elettorale, spiegando che due anni fa “è stata cambiata per impedire ai cittadini di votare il loro candidato. I partiti, non più di dodici persone, hanno deciso chi doveva fare il deputato o il senatore”.

Quindi ha deciso di fare “appello per restituire la libertà di voto e di informazione all’Italia. L’8 settembre organizzerò in ogni città d’Italia una manifestazione, l’ho chiamata Vaffa…. day. Una via di mezzo tra il D-day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta”.

“Quel giorno gli italiani dovranno riprendere in mano il loro Paese”.

La mie domande sono le seguenti :

“Sarà un tipo serio stò Beppe Grillo?”

“Fà sul serio?Si impegnerà davvero o finirà a breve?”

“Però se è vero che quest’Italia è ridicola, forse allora può essere guidata da un comico!” 😀


 

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ADSL bitstream, l’ennesimo monopolio-flop?

Posted on giugno 28, 2007. Filed under: Attualità, Internet, Italia, Telefonia |

Viva Telecom e viva BitStream!
Aveva forse ragione un certo comico genovese a dire che il CDA di Telecom qualsiasi cosa tocchi diventi me*da?
Rinfrescatevi la memoria:

Prima parte, seconda parte

È terribilmente penalizzante, secondo AIIP, l’offerta bitstream presentata da Telecom Italia in seguito all’approvazione della Delibera 249/07/CONS da parte dell’Agcom. L’associazione dei provider osserva infatti che il listino bitstream ha prezzi da 10 a 20 volte superiori a quelli registrati nei migliori paesi europei. Si tratta di dichiarazioni che sembrano per molti versi certificare come la bitstream italiana ancor prima di partire sia già moribonda.

“L’offerta all’ingrosso di Telecom Italia che introduce il servizio bitstream – spiega AIIP – non rispetta i criteri fissati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e perciò impedisce agli altri Operatori di competere con Telecom Italia stessa, ed anzi, rischia solo di compromettere ulteriormente la concorrenza nel mercato dei servizi a larga banda e della televisione su Internet (IPTV), vanificando gli innumerevoli sforzi dell’Autorità e della Commissione Europea per promuovere la concorrenza nel settore”.

Non c’è sorpresa in queste lagnanze, che hanno il sapore di un “come volevasi dimostrare”: all’indomani dell’approvazione della Delibera, e in attesa della pubblicazione dell’offerta, AIIP aveva espresso tutta la propria preoccupazione sulle possibili interpretazioni del provvedimento Agcom da parte di Telecom Italia, arrivando a diffidare l’incumbent dall’applicare un’offerta che non fosse allineata alle migliori condizioni applicate in Europa, la cui analisi è stata dettagliatamente documentata dall’associazione.

“Purtroppo Telecom Italia – constata ora AIIP – ha proposto prezzi che sono sino a 20 volte superiori a quelli praticati dai migliori incumbent in Europa, così rallentando ulteriormente lo sviluppo nel nostro Paese”.

L’associazione produce alcuni casi concreti: “Per esempio il prezzo per il trasporto di 0,85 euro/kbps/anno è quasi 20 volte superiore al prezzo praticato in Danimarca per lo stesso servizio (pari a 0,044 euro/kbps/anno), e ben superiore al prezzo che renderebbe replicabile in tutta Italia un servizio di IPTV analogo a quello di Telecom Italia, mentre il prezzo per singolo accesso ADSL di 10,30 euro/mese è superiore del 60% rispetto aquanto praticato in Danimarca, Belgio e Portogallo (in media 6,40 euro/mese)”.

La visione che AIIP ha del problema è abbastanza chiara: “O i costi di Telecom Italia sono effettivamente sino a 20 volte più alti dei migliori incumbent in Europa, ed in tal caso Telecom Italia sarebbe sino 20 volte più inefficiente, oppure i prezzi proposti non sono effettivamente orientati ai costi ma celano un altissimo margine in spregio alla normativa richiamata. Lasciano poi a bocca aperta una serie di balzelli per attività di riconfigurazione tecnico/amministrative ordini di grandezza superiori ad altri paesi, e la presenza di un’offerta ADSL a consumo, totalmente incompatibile con la logica di offerta orientata ai costi”.

La contabilità utilizzata per stabilire i costi di Telecom Italia, evidenzia inoltre AIIP, non è verificabile dalla concorrenza “perchè non è pubblica ed è basata su un modello top down (dove il costo del servizio è ricavato a partire dal bilancio complessivo di Telecom Italia) che è già stato abbandonato da altri Paesi in quanto opaco e non verificabile dal mercato”. In tali Paesi si è passati infatti ad una contabilità “bottom up” in cui il costo del servizio è pari alla somma delle sue componenti di base.

“Il settore delle telecomunicazioni – commenta ancora l’associazione – è uno degli elementi chiave per la crescita del PIL nazionale ed un bitstream correttamente orientato al costo potrebbe rappresentare il volano di una nuova ripresa”.

“Si rende necessario – conclude quindi AIIP – un intervento immediato dell’Autorità, per una attenta e celere revisione tecnica ed economica dell’offerta di Telecom Italia, che allinei le tariffe ai prezzi dei Paesi europei più evoluti, ove vige il criterio dell’orientamento al costo”. All’Authority l’associazione rivolge infine un’esortazione a seguire “l’esempio di quei Paesi Europei dove i costi dell’incumbent sono stabiliti tramite contabilità trasparente, con i fogli di calcolo pubblici e verificabili da chiunque”.

 Fonte

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SCF-SIAE, e il diritto d’autore ambiguo…

Posted on giugno 27, 2007. Filed under: Italia, Musica, News in Italia |

Chi ricorda quell’indagine che nel febbraio del 2006 ha coinvolto qualcosa come 180 centri commerciali italiani sul fronte delicatissimo della diffusione in pubblico di musica? Una vicenda clamorosa, senza precedenti nel nostro paese, e legata all’offensiva dell’industria di settore che riteneva di dover riscuotere i cosiddetti diritti connessi sulla musica diffusa in quei locali. Ma si sbagliava.

Il GIP che ha seguito il caso, infatti, assunte tutte le prove e verificati i fatti ha deciso di archiviare il procedimento in quanto non solo non vi è stata violazione delle norme sul diritto d’autore da parte della società, PubliVale srl, che forniva gli strumenti di diffusione della musica ai supermercati, ma anche perché quella normativa in un caso di questo tipo dimostra tutta la sua ambiguità rivelandosi di difficile interpretazione.

Come noto la Società Consortile Fonografici (SCF) da lungo tempo esegue la raccolta dei diritti connessi presso molte diverse realtà, commerciali in primis, ed è proprio su quel genere di diritti, associati alla diffusione delle opere in pubblico, che ci si è mossi nel caso di PubliVale.

In una nota, i legali spiegano che il GIP di Milano Luca Pistorelli, ha archiviato il caso contro PubliVale con una ordinanza ad hoc. “Nel febbraio 2006 – ricostruiscono gli avvocati dell’azienda – la Guardia di Finanza di Modena aveva sequestrato alla stessa società i server contenenti i brani musicali che venivano diffusi negli esercizi commerciali in tutta Italia, contestando il mancato pagamento dei diritti SIAE e SCF. Ad un anno di distanza, il GIP ha dichiarato infondate le accuse, adducendo motivazioni tecnico-giuridiche che faranno discutere”.

Già, perché il magistrato non solo ha sottolineato come gli indagati abbiano agito in buona fede ma anche che l’errore “è provocato dallo stesso ambiguo comportamento di SIAE e SCF e dall’obiettiva incertezza sull’esatta interpretazione della normativa di settore”.

A proteggere ulteriormente la posizione di PubliVale anche il fatto che gli eventuali diritti musicali non pagati alla SIAE non potevano essere ascritti all’azienda, che si limitava a fornire un servizio tecnico, quanto ai singoli locali in cui la musica veniva effettivamente diffusa. Se così non fosse, spiega il GIP, “la stessa tassa (quella già pagata da PubliVale in primis per l’acquisto di musica, ndr.) sarebbe pagata due volte, una delle quali senza causa“. Va detto infatti che PubliVale non cede i file musicali ai clienti, ma si limita ad eseguire una cosiddetta copia tecnica dei fonogrammi regolarmente acquistati “con contestuale assolvimento dei diritti SIAE comprensivi anche della percentuale destinata al pagamento dei diritti connessi”.

“Resta il fatto – sottolineano gli avvocati di PubliVale – che, ancora una volta, l’attuale normativa sul diritto d’autore e diritti connessi si è dimostrata farraginosa e inadeguata per regolamentare le nuove forme di business musicale rese possibili dall’innovazione tecnologica”.

Difficile in questa fase capire fino a che punto l’ordinanza del GIP sia destinata ad impattare sulle attività di riscossione di SCF e SIAE, quel che è certo è che rappresenta un ulteriore stimolo per aggiornare una normativa obsoleta alle nuove modalità e ai nuovi mercati.

Fonte

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Blog vuol dire fiducia, comunità e cambiamento!

Posted on giugno 25, 2007. Filed under: Cultura, Internet |

Mi sembrava giusto citare questo articolo tratto da Punto Informatico, per mettere in risalto come le fonti di informazioni si stanno evolvendo nella nostra era.
Buona lettura.

I blog più noti ed autorevoli ispirano più fiducia in chi li segue di quanto non facciano i media tradizionali. Questa una delle più interessanti conferme che emergono dall’inchiesta di Diario Aperto, un’indagine che, come sanno i lettori di questo giornale, si basa su quanto raccolto tra fine gennaio e metà aprile con la collaborazione di oltre 4mila autori e lettori di blog da SWG, Splinder, Università di Trieste e Punto Informatico. Una rilevazione sui generis, generata in un contesto aperto e collaborativo, teso a evitare facili incasellature e classificazioni, per spingere invece sulla conoscenza delle diversità che si muovono nei, per, attorno e dai blog.

Ad emergere, ad esempio, il fatto che di questi autori e lettori l’83,9% riponga molta o abbastanza fiducia nei blog più autorevoli, un valore significativo e più alto rispetto a quello concesso a quotidiani cartacei (73,1%) o alle versioni Internet dei quotidiani (75,6%) e molto più alto rispetto a telegiornali e radiogiornali (45,6%). Non solo, l’89,9% ritiene i blog più liberi, con meno censure, e il 71,9% li definisce nel complesso “più interessanti”.

I blog sono interessanti perché slegati da pressioni editoriali e commerciali ritenute più vicine al giornalismo tradizionale dal campione analizzato. E sono apprezzati perché riportano contenuti più originali e più liberi rispetto ad altre fonti di informazione mediatica (rispettivamente per l’89,3% e l’89,9% dei rispondenti). A questo proposito, non è casuale il fatto che il 64,2% degli autori di blog, nell’atto di pubblicare un post, dichiari di non avere in mente un ipotetico target di lettori come invece accade per il giornalista tradizionale. Spesso si scrive per se stessi, anche se sono molti coloro che dichiarano di scrivere per tutti indistintamente (44,1%).

Ma i blog non sono estranei al contesto mediatico: se è vero che il blog rappresenta una arena di dibattito con meno controlli e più passioni, è anche vero che i mass media ricorrono nei contenuti pubblicati dai blog. Il 48,8% dei blogger conferma il ricorso a siti professionali di news, giornali cartacei, tv, radio e altri media per trarre “spunti” per i propri post (il 28,6% fa ricorso anche a media non digitali).

La cosa cambia quando a scrivere sono donne, molto più attente alla dimensione quotidiana: l’80,9% delle donne (contro il 53,7% degli uomini!) dice di utilizzare episodi della vita reale tra le fonti principali dei propri post. E il 39,7% delle donne (contro il 23,6% degli uomini) dichiara di leggere determinati blog a causa del “rapporto di amicizia con l’autore”. E sono molto attive: il 40,3% delle autrici di blog scrive su più di un blog; la percentuale al maschile è del 32,7.

Ma proprio il forte ricorso ai contenuti dei media mainstream suscita due riflessioni: la prima è che il blog, medium soggettivo per sua natura, costruisca “senso” e “valore critico” grazie alla rete di relazioni, alla blogosfera in cui è inserito e che riconosce e da cui è riconosciuto; la seconda invece è che a determinare l’agenda del blog siano gli stimoli dei media tradizionali con tutto quello che ne consegue. “Ci appare chiaro – dichiarano gli autori dello studio – quale sia l’influenza dei produttori tradizionali di informazione (quasi sempre giornalisti ovvero “professionisti” del mestiere che lavorano in un mercato determinato da regole e pressioni) a dettare l’agenda delle informazioni anche all’interno dei blog”.

Ed è comprensibile il sussistere di un approccio ludico, leggero e sperimentale al blogging: alla domanda se i blogger debbano avere le stesse responsabilità dei direttori dei giornali il 56,6% si dice contrario (e il 13,7% non sa/non risponde). L’attività di blogging così sembra gioco, sperimentazione, distacco da regole predefinite socialmente prima del blogging o fuori da esso: pochissimi (13%) vogliono una legge che aumenti il controllo su quello che viene scritto sui blog. Questi dati colpiscono se si confrontano con l’abilità professionale del giornalista nel mercato editoriale a cui è richiesto solitamente di sapersi rivolgere nei suoi prodotti giornalistici a un target specifico. “Esiste ancora quindi – spiegano i ricercatori – una dimensione del blogging assolutamente da non sottovalutare ovvero la dimensione sperimental-esplorativa. L’elemento ludico nell’approccio alla scrittura è essenziale: con le fonti si gioca in un sistema con regole non scritte totalmente interne, dove il rapporto con l’esterno (giornalisti professionisti e media tradizionali) è ancora irrisolto, quanto quello con la propria audience”.

Volendo considerare autori e lettori di blog individui che vivono una dimensione informativa ampia e consapevole, che comunica molto (il 69,6% usa un instant messenger almeno una votla alla settimana e spesso lo fa anche con l’ausilio della webcam), si passa link, dati ed opinioni, è interessante notare come il 56,2% del campione non usi mai o raramente i feed reader, il 66,1% non usi mai o occasionalmente i newsgroup e le webchat siano letteralmente dimenticate dal 76,8%. “Malgrado il successo di accessi di Wikipedia – sottolineano i ricercatori di Diario Aperto – diventare autori di un wiki è roba per espertoni: l’82,9% non è mai stato autore di un wiki o lo è stato solo occasionalmente. Resistono i forum, invece, per cui il 62,2% passa volente o nolente almeno una volta al mese e che hanno un particolare successo tra i più giovani”.

Come accennato, queste sono solo alcune estrapolazioni dell’enorme quantità di dati raccolti che già dai prossimi giorni saranno gratuitamente scaricabili dal sito di Diario Aperto, dati che saranno anche gratuitamente (ri)utilizzabili. Un effetto, spiegano gli autori dello studio, della diversità di Diario Aperto: “Se è vero che Diario Aperto tenta di incasellare i blog similmente a chi ci ha preceduto – spiegano gli autori – vogliamo sottolineare come lo scenario sia aperto alle bocche, anzi alle tastiere, dei singoli”. Tanto che su del.icio.us, sottolineano, “ognuno può archiviare il suo commento (o quello di un altro!) con la tag DiarioAperto dove abbiamo già archiviato quasi cento link che parlano bene e anche male di Diario Aperto”.

Quella che si profila come la più importante rilevazione sulla blogocosa nostrana è stata co-promossa anche da AdMaiora, BlogBabel, Blog di Grazia, BlogItalia, ProDigi e Running. L’appuntamento con tutti i dati è tra pochi giorni sul sito di Diario Aperto.

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Dipendenti Statali e Italiani SVEGLIA, il Governo vi stà fregando ancora una volta!

Posted on giugno 24, 2007. Filed under: Attualità, Istituzioni, Italia, MalagutiMania, News in Italia |

Riporto dal Blog di Beppe Grillo, anche se chi ha un parente che lavori nella Scuola pubblica o al Comune già ne ha sentito parlare

CITAZIONE

I vecchietti potranno finalmente chiedere un prestito. Anche se hanno novant’anni. E farsi un futuro con un mutuo quarantennale sulla prima casa. Non è mai troppo tardi. E’ necessario un solo requisito: essere pensionati statali. Il prestito sarà erogato dall’Inpdap grazie a un “contributo di solidarietà” prelevato mensilmente dalla pensione. In modo tacito e elegante. Alla Arsenio Lupin, con il solito trucco del silenzio assenso.
Una volta il silenzio era d’oro, adesso ha un odore di m..da. Il prelievo con destrezza dalla pensione renderà il pensionato più povero ma allo stesso tempo gli consentirà di partecipare alla lotteria del prestito. E’ una lotteria perchè il prestito è discrezionale, decide l’Inpdap di volta in volta.
E’ tutto vero, è un decreto del ministero dell’Economia. Credetemi, sono sempre loro, sempre in agguato. Dal prelievo notturno dal nostro conto corrente di Amato, allo scippo del Tfr.
La lettera di un blogger spiega tutto.

“ Caro Beppe,
il Ministero dell’Economia per decreto ha stabilito che i dipendenti pubblici devono sottoporsi ad una tassa (più che altro una estorsione) detta “contributo di solidarietà”, che impone l’iscrizione dei pensionati usufruenti di trattamento a carico dell’Inpdap e dei dipendenti e pensionati di enti e amministrazioni pubbliche iscritti ai fini pensionistici presso enti o gestioni previdenziali diverse dall’Inpdap, alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali dell’Inpdap stesso. Il Decreto stabilisce che i dipendenti ancora in servizio e i pensionati Inpdap (ma anche quelli che sono iscritti a enti o gestioni previdenziali diversi dall’Inpdap) a decorrere dal mese seguente alla scadenza di sei mesi dalla data di entrata in vigore del “Regolamento di attuazione dell’articolo unico, comma 347 della legge 23 dicembre 2005 n.266” (Legge Finanziaria 2006) sono iscritti di diritto! alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali alla quale devono versare contributi pari a:
– 0,35% della retribuzione contributiva, per i dipendenti in servizio,
– 0,15% dell’ammontare loro della pensione, per i pensionati.
Le “gabelle” saranno mensilmente prelevate dagli emolumenti corrisposti a lavoratori e pensionati a partire dalla data dell’iscrizione forzata (il periodo in questione è iniziato a decorrere dal 25.04.07) a meno che non giunga disdetta da parte del lavoratore/pensionato. Naturalmente, se qualcuno non vuole farsi fregare i propri soldi cominci a scrivere la letterina all’Inpdap e lo faccia entro sei mesi, altrimenti varrà la regola del silenzio assenso.
Ecco come agisce il governo dei deboli, ti fo..e su stipendi e pensioni, che, tra l’altro, sono già tra i più bassi d’Europa, ma ti dà la possibilità di non farti derubare a cuor leggero.
Secondo la Cisal Fipal questa manovra truffaldina è simile a quella per i fondi pensione che soppianteranno il TFR. Peraltro, così come per i fondi, l’iscrizione forzata alla citata Gestione costituisce un danno per i lavoratori. Per quelli che sono lontani dalla pensione in primo luogo. Questi ultimi possono già accedere a prestiti e mutui di natura assistenziale erogati dall’Inps e senza limitazioni importanti. Al contrario, l’Inpdap compila macchinose graduatorie annuali per l’accesso a questi benefici, con tempi che si dilatano sensibilmente.
Non conviene, inoltre, neppure a tutti i dipendenti vicini all’età pensionabile che non hanno intenzione di accedere a prestiti dopo la pensione o che non vogliono prorogare prestiti già in essere, i quali potrebbero andare ad incidere sulla liquidazione.
Che dire, abbiamo un grande fratello fiscale dal volto sinistro che veglia su di noi e stabilisce (secondo i ben noti studi di settore) quanto dobbiamo guadagnare per essere in regola con le sue previsioni da strapazzo. Adesso provano anche a spillarci quattrini senza farci capire nulla e con la formula del silenzio-assenso. Più sinistri di così davvero non si può.”
A.M.

.


http://www.flp.it/notiziari/notiziari_FLP_…/view.asp?id=39

Qui trovate il modulo di recessione da compilare e spedire con Raccomandata di A/R

Pensate sia uno scherzo? Per niente, è l’ultima truffa che stà portando avanti questo governo ai danni dei lavoratori dipendenti….

Poi dicono che fanno la lotta agli evasori…qui l’unica lotta in atto è la caccia ai poveri fessi che regolarmente pagano le tasse, per studiarli analizzarli e RITASSARLI.

Io non sò se avete capito bene di cosa si tratta, è una cosa gravissima.

In pratica il Governo ha deciso di applicare una ritenuta su tutti gli stipendi dei dipendenti senza chiedere loro se consenzienti o meno, proprio come il TFR, per finanziare prestiti a tassi agevolati e mutui ai Pensionati!!!

Ma vi rendete conto che questa è follia? Ci prendono per culo tutti i giorni!!!

Io che sono giovane devo schiattare, se voglio un prestito per comprare una casa da 300.000€ ovvero 600.000.000 Milioni delle Lire, devo subire un tasso di interesse fino al 14% che NON E’ STROZZINAGGIO (grazie alle leggi fatte dagli amici), poi innalzo l’età pensionistica fino a 65 anni, poi la rinnalzo ancora, così chè con le pensioni misere che si hanno, per gli ultimi anni che mi restano da campare chiederò un finanziamento all’INPDAP.

Ma se il vecchio SCHIATTA chi paga? Chi rimane!!!

NON E’ FANTASTICO????

Ma come facciamo a prendergli i soldi….SEMPLICE NON GLI DICIAMO NULLA COME ABBIAM FATTO PER IL TFR…SAI QUANTI CI CASCANO

Ragazzi è la realtà….toglietegli il voto a tutti ormai è già troppo tardi

p.s. compilate e spedite subito la disdetta

Ne discutiamo anche qui

Your Image Ascoltate la verità 😉

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Nuova Ferrari 1000Chili,una Ferrari un pò più piccola

Posted on giugno 23, 2007. Filed under: Auto, Ferrari, Motori, Novità |

Svelata la nuova concept car Ferrari Millechili

ferrari1000kgconcept6top.jpg

Clicca sulle miniature per accedere alla galleria di 16 foto

Ferrari1000kgconcept16.jpgFerrari1000kgconcept10.jpgFerrari1000kgconcept11.jpg

Fonte

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Spot Fiat Idea Adventure in Brasile [Video]

Posted on giugno 23, 2007. Filed under: Auto, Curiosità, Fiat, Motori, Video |

Bhe pare che la Fiat stia cambiando anche sotto il punto di vista degli Spot, e stia volvendo verso altre forme di Marketing, abbandonando l’idea della felice famigliola che compra la Fiat perchè è Italiana, adesso diventa un pò + aggressiva e moderna anche nelle publicità e ci piace 🙂

pare però che questo video non andrà in onda in Brasile ne da nessun’altra parte

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Costumi dei Transformers che si trasformano [Video]

Posted on giugno 23, 2007. Filed under: Curiosità, MalagutiMania, Video, Video Divertenti |

Mentre il Film stà per arrivare al cinema, il mondo si prepara a livello di Marketing ed altro, vi propongo questo curioso video.

Credo siano Giapponesi, che indossano abiti ispirati ai Transformers, solo che si trasformano anche loro, il video è da non perdere 😀

Ed ecco anche il telefonino che si trasforma, prodotto dalla Hasbro

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Nuovo Benq T80 ispirato al Benq-Siemens SL91

Posted on giugno 23, 2007. Filed under: Benq Siemens, Hardware, Hitech, MalagutiMania, Telefonia |

La Benq ha presentato un nuovo telefono il T80 che vi mostro nelle seguenti immagini.

La somiglianza con il Benq-Siemens SL91 è palese, quindi deduco che la Benq abbia imparato molto dalla unione con la Siemens.

In definitiva restano vicini dei Cinesi, se non altro sanno copiare anche loro no?

Brutta cosa quella di unire aziende Europe con quelle Asiatiche, credo che l’esperienza negativa della Siemens debba essere di lezione a tutte le altre aziende che hanno intenzione di fondersi con altre dell’oriente, secondo me non è una buona idea.

Eccovi le foto del Benq T80

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Invece ecco qui di seguito le immagini del Benq-Siemens SL91, mai uscito in commercio

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In questo momento la società coreana Benq punta tutto sul telefono SF71

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